The #RunningLumaca @ Run 5.30

Non ero sicurissima di voler scrivere questo post perché non mi va di ammorbare troppo con questo argomento (e poi il post che dovevo pubblicare adesso sarebbe stato un altro), però alla fine ho deciso lo stesso di scriverlo perché alla fine dei conti è stato un evento abbastanza unico (finora) per me, e penso valga la pena di essere ricordato, più che altro per il futuro. Un giorno guarderò indietro e dirò “Ehh ma guarda che ho fatto il primo giugno 2017…!”
Quindi, che ho fatto il primo giugno 2017?
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Tapiro

Questa storia inizia nel lontano 2013, in tempi in cui io e l’ingegnere eravamo ancora una (più o meno) giovane coppia non convivente, e ci siamo accorti di essere grassi. Il dietologo vecchio e bacucco di cui sono stata paziente per un po’ era stato chiaro, ok la dieta ma la cosa fondamentale era camminare, muoversi. Camminavo spesso in effetti, la sera, la mattina, poi abbiamo deciso con l’arrivo del freddo di provare ad iscriverci in palestra, nonostante l’odio profondo che tutti e due avevamo per quel posto ma ehi dai, magari insieme va meglio. Non è stato così, nonostante fosse la palestra più informale e tranquilla del mondo, sta cosa di andare in un luogo pubblico in mezzo a gente sudata (e farci pure la doccia insieme) solo per una mezz’ora di tapis roulant non ha (ovviamente) funzionato per più di due mesi. Così abbiamo deciso di investire in un tapis roulant semi semi professionale da avere in casa, da qui in avanti chiamato in amicizia tapiro. E quello ha funzionato, eccome. Io ho iniziato a camminare regolarmente e un bel giorno ho deciso di provare anche a correre, cosa che non facevo circa dal 1998.

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GP del Giappone: la mia AUTOREVOLISSIMA riflessione

Domattina alle 8 parte il GP del Giappone di Formula 1, Mark è in pole e dovremmo esserne molto felici. In realtà invece non lo siamo, oggi ho avuto modo di discuterne un po’ su Twitter, e mi sono accorta che l’argomento è un po’ troppo complesso per chiuderlo in 140 caratteri, e inoltre mi sta anche abbastanza a cuore, quindi ho deciso di deliziare il mondo con il mio personale punto di vista su questa situazione, poi domani forse il Gran Premio mi darà torto, forse no, vedremo, intanto vi beccate la mia profondissima e professionalissima analisi (che di solito tutti si spacciano per grandi esperti di qualsiasi cosa, di solito calcio, beh io oggi vorrei spacciarmi per grande esperta di Formula Uno, quindi fate finta che lo sia, grazie).

Allora, prima di tutto, a che punto siamo.
Siamo nel punto del campionato in cui mancano 4 gare alla fine, cinque contando anche quella di domani, e ovviamente Vettel è a un passo dalla riconferma come campione del mondo, si trova con 272 punti in testa alla classifica seguito dal buon Alonso che ne ha 195. Matematicamente potrebbe chiudere il mondiale domani se vincesse la gara e Fernando arrivasse ottavo o peggio.
Sebastian è stato un mostro questa stagione, le ultime due gare non le ha solo vinte, le ha conquistate con una superiorità impressionante, come tutti hanno affermato “era un alieno”.
In questo dominio incontrastato, l’unico che sembrava poterlo impensierire era proprio Fernando, l’unico che nella prima parte della stagione avesse avuto risultati costanti (non eccezionali ma costanti) e se solo fosse riuscito ad ottenere una Ferrari performante ed affidabile sembrava davvero che potesse dar da pensare a Sebastian.
Invece dopo la pausa estiva, Fernando è rientrato dalle ferie ma forse gli ingegneri no, e si è ritrovato con una macchina se possibile ancora peggiore e assolutamente non competitiva. Per dire, domani partirà ottavo mentre il suo compagno di squadra Massa quarto. Insomma dite un po’ quel che volete ma io non lo riesco proprio a vedere come un concorrente per il titolo mondiale.
Al rientro dalle ferie, mentre Fernando smadonnava perché aveva una carriola invece di una monoposto da Formula Uno, c’erano le due Lotus di Räikkönen e Grosjean che facevano cose che voi umani eccetera. La Lotus era già notoriamente la scuderia che più di tutte era riuscita a trovare l’assetto migliore per ottimizzare il consumo delle gomme BigBabol Pirelli, ma è stato evidente dopo l’estate che non si trattava più solo di questo.  I due signori in nero sono diventati quasi onnipresenti sul podio (o uno, o l’altro, o anche insieme), e adesso Räikkönen è terzo in calssifica mondiale a 167 punti.
Ultima tesserina di questo mosaico, Mark viene da due ritiri consecutivi in cui entrambe le volte la sua macchina è letteralmente andata a fuoco, nell’ultima settimana sui social network e in giro su Internet ho letto un milione di commenti che dicevano cose del tipo “sfortunatissimo”, “il pilota più sfortunato della storia”, “vorremmo almeno una sua vittoria nel suo ultimo anno in Formula Uno” e anche “la Red Bull lo boicotta per favorire Sebastian”.

Veniamo a oggi. Anzi no.  A giovedì. Ora non prendetemi per pazza, ma dopo 4 anni in cui ho seguito Mark come tifosa namber uan o giù di lì, mi azzardo ad affermare che sento di conoscere il soggetto almeno un pochino, per cui non ridete troppo se dico che certe cose che dice, o certe sue espressioni, sono molto molto emblematiche. Soprattutto sapendo che si tratta di una persona estremamente trasparente, che per quanto le regole non scritte di bon ton della Formula Uno impongano una certa misura nei modi e nelle parole, beh Mark di solito è uno che questa misura la ignora e basta, dicendo semplicemente quello che pensa nel modo in cui lo pensa e anche nel momento in cui lo pensa. Giovedì Mark ha detto in un modo un po’ anomalo rispetto al suo solito che questo weekend sarebbe stata la volta buona per la sua riscossa. Insomma, dai, lo so che Suzuka è una delle sue piste preferite, ma l’ho trovata una dichiarazione molto decisa, troppo forse, per essere stata fatta il giorno prima di iniziare a correre nelle prove libere. Comunque, diciamo che questa mia sensazione può tranquillamente lasciare il tempo che trova e andiamo oltre.
Già stanotte nelle libere 3, Mark ha fatto i tempi migliori di tutti, e Sebastian invece ha dovuto rinunciare a molti giri a causa di problemi con il Kers. Ma toh. Che per chi proprio non lo sapesse il Kers è un po’ la causa di tutti (o se non tutti comunque di molti ma molti) i problemi di Mark. Guarda un po’, anche oggi questi problemi fanno sì che nelle qualifiche Seb sia sì velocissimo, ma purtroppo senza l’aiuto del Kers sbaglia, va un po’ troppo largo alla curva Spoon e gli mancano quei 4 decimi che gli costano la pole a favore di Mark.

Io credo che non sia stato proprio un caso, e che anzi ci siano molti motivi per cui tutto questo dovesse succedere.  Intanto per non chiudere il campionato con 4 gare di anticipo, ovviamente il motivo più banale. Se si sa già che Vettel  è campione del mondo, l’interesse per la battaglia non può fisiologicamente rimanere lo stesso. La battaglia per il secondo posto non ha lo stesso richiamo mediatico, c’è poco da fare.  Sia chiaro, si sa già che Vettel sarà il campione del mondo. Ma milioni di fan tedeschi non correrebbero il rischio di perdersi la gara di incoronazione del loro beniamino, e se la gara in questione fosse questa, che ne sarebbe delle altre? Non è meglio mantenere alta la tensione il più a lungo possibile?
Non sarebbe un grosso sacrificio per la Red Bull rimandare la vittoria di Seb di qualche settimana. Non ci sono oggettivi motivi per pensare che lui non possa vincere, e inoltre qualora vincesse Mark il bottino di punti per il campionato costruttori sarebbe comunque garantito. La persona che più di tutte tiene molto a mantenere viva la famosa tensione è ovviamente quello che di questa tensione si intasca i proventi che ne derivano: Bernie Lammerda Ecclestone, il padrone di tutta la baracca e temo anche dei burattini, perché a me niente toglierà mai dalla testa che non c’è più nessuna gara né competizione, c’è solo il giochino di papà Bernie e tutti devono giocare come vuole lui (lasciamo poi perdere il fatto che il vecchiardo non ha mai nascosto la sua poca simpatia per la Ferrari e i suoi piloti, e che grazie al tracollo post estivo siano nel mirino di Lotus e Mercedes sia nel camionato piloti che costruttori, ma sicuramente questo non c’entra nulla…….)
Infine, Mark. Che sta per concludere la sua ultima stagione in Formula Uno e in questa annata ha rimediato solo ritiri, incendi, furti di podio dal suo compagno di squadra e un confronto sulle posizioni in griglia di partenza impietoso:  Seb è sempre partito davanti a lui. Anche qui c’è una tensione mediatica forte, i fan di Mark iniziano a insinuare che non sia possibile una serie così sfortunata di eventi senza che nessuno ci metta uno zampino. E così, a 5 gare dalla fine, Mark ottiene la pole, così come aveva praticamente annunciato giovedì, su una pista dove è sempre andato bene e dove potrebbe proprio vincere, guarda un po’.

Beh questa pole non mi ha rallegrato, ed è triste perché io sono realmente felice quando vedo Mark contento e soddisfatto, gli voglio bene a sto ragazzo. Ma per dirla in parole povere mi sa tanto, tanto, tanto di costruito. Un qualcosa che deve andare così perché è bello e fa contenti tutti. Perché ci sta.
Perché non è il primo di questi strani “casi”, e non fatemi parlare degli altri perché questo post è diventato un romanzo, e poi comunque sicuramente ho scordato qualcosa che avevo in mente prima e adesso non ricordo. E’ l’andazzo che questo sport ha preso, che di sport non ha più nulla, solo un grande show raccimolasoldi dove per ogni minima girata di culo scatta una penalità, una reprimenda, un richiamo che riporta i piloti a fare i bravi, a non urtarsi, a non dare fastidio e a darsi tutti la manina belli felici. E magari anche a far passare quello che hai dietro, perché sai, così dopo è meglio per tutti. Mah.
Chiudo qui la mia riflessione. Vedremo domani, spero di essere smentita, e che Mark abbia davvero la sua rivincita, solo perché la merita e non perché l’ha deciso qualcuno riunito in una stanza chissà dove.