When you see A Fire Inside (5/5/2017)

Forse, ma dico forse, dovrei raccontarvi di cosa è successo a Londra quel venerdì pomeriggio.
La verità è che è stato abbastanza facile parlare del weekend a Londra perché la parte difficile è un’altra: il racconto di quella volta che ho incontrato gli Afi e sono rimasta quindici minuti a parlare e a fare foto e autografi insieme a loro.

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A weekend in London

Ah come vorrei essere una di quelle blogger bravine e puntuali che ogni settimana in giorni (più o meno) fissi si mettono a scrivere e pubblicare i loro post in modo metodico e in modo che i poveri disgraziati che (più o meno) le seguono possano essere coinvolti in tempo (più o meno) reale in ciò che raccontano…

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Tapiro

Questa storia inizia nel lontano 2013, in tempi in cui io e l’ingegnere eravamo ancora una (più o meno) giovane coppia non convivente, e ci siamo accorti di essere grassi. Il dietologo vecchio e bacucco di cui sono stata paziente per un po’ era stato chiaro, ok la dieta ma la cosa fondamentale era camminare, muoversi. Camminavo spesso in effetti, la sera, la mattina, poi abbiamo deciso con l’arrivo del freddo di provare ad iscriverci in palestra, nonostante l’odio profondo che tutti e due avevamo per quel posto ma ehi dai, magari insieme va meglio. Non è stato così, nonostante fosse la palestra più informale e tranquilla del mondo, sta cosa di andare in un luogo pubblico in mezzo a gente sudata (e farci pure la doccia insieme) solo per una mezz’ora di tapis roulant non ha (ovviamente) funzionato per più di due mesi. Così abbiamo deciso di investire in un tapis roulant semi semi professionale da avere in casa, da qui in avanti chiamato in amicizia tapiro. E quello ha funzionato, eccome. Io ho iniziato a camminare regolarmente e un bel giorno ho deciso di provare anche a correre, cosa che non facevo circa dal 1998.

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Diari

Per una serie di motivi che se avrò voglia vi spiegherò poi, nelle ultime settimane mi sono trovata a scavare un po’ nel mio passato molto passato e come sempre succede, quando cerchi qualcosa alla fine poi trovi tutt’altro.
Ho recuperato i miei diari delle medie e della prima superiore. Avevo già preso a casa con me quelli dell’ultimo triennio delle superiori, ma quelli non sono stati una gran rivelazione. A parte una vita che non ricordavo così intensa ero già più o meno la me di adesso (molto più o meno), mentre i diari delle medie e anche quello della prima superiore hanno riportato a galla ricordi di una me decisamente molto diversa e infantile. I ricordi che ho di quel periodo sono abbastanza chiari, ma leggere quello che scrivevo quotidianamente sui miei diari gli ha dato una luce un po’ diversa, mi verrebbe da dire sfigata, ma non lo dirò per rispetto alla me di allora.

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Laggente

So che ve lo stavate chiedendo (ehhhh come no) ma sì, sono ancora viva. Indaffarata, ma viva.
Riprendo in mano il blog sperando di iniziare un post e poi finirlo anche mentre i due pargoli schiacciano un pisolino*. Potrei scrivere un trattato su questi 4 mesi e mezzo insieme a loro, ci sarebbero circa un milione di cose di cui parlare, ma oggi mi vorrei soffermare su una questione già affrontata durante la gravidanza: laggente, la sua imbarazzante banalità e la sua assoluta impossibilità di farsi i cazzi propri.
Già quando deambulavo col panzone le banalità si sprecavano (ricordate? Uh ma due?? Che meraviglia!! Maschio e femmina? Oh ma meraviglioso! Così siete a posto!), ora invece che ci presentiamo con il transatlantico gemellare ovviamente attiriamo gente come attira le mosche una merda fresca appena fatta. (Ohibò, sarò mica diventata troppo  scurrile?)
Chi mi conosce un po’ sa quanto io possa diventare sociopatica in certe occasioni, e in linea di massima odio più o meno cordialmente un po’ tutta laggente. Per cui avere due bimbi che sono un catalizzatore continuo di attenzione non è cosa semplice. Le cose che vengono dette sono, ovviamente, sempre le stesse, medesime cose che ogni mamma di gemelli si sente dire dalla notte dei tempi.
“Uhhh gemelli??”
“Uhh maschio e femmina?”
“Uhh chissà che impegno eh, ma poi chissà le soddisfazioni!”
“Dormono?”
“Le da il suo latte?”
(Chissà perchè questa informazione è così fondamentale per laggente, davvero, ci provo ma non lo riesco a capire.)
“Ehhh ma si vede che sono gemelli eh, si somigliano proprio!”
(Ecco, questo dimostra che laggente oltre che banale è pure scema. Perchè i miei figli in comune hanno solo il fatto di avere due occhi un naso e una bocca, per il resto ogni millimetro del loro viso e del loro corpo è assolutamente diverso. La forma della testa, degli occhi, del naso, della bocca è completamente diversa. Non sembrano nemmeno fratelli, figurarsi gemelli.)
“Erano nella stessa sacca?”
(Ok, è vero: sui gemelli c’è un po’ di ignoranza, nel senso di disinformazione. D’altra parte prima di sapere di aspettare due bimbi anche io sapevo veramente poco sui gemelli e su come “funzionano”. Chiedere se erano nella stessa sacca a una mamma di un maschio e una femmina però equivale a fare una figura da cretini. Per cui ecco qua, vi svelo un grande segreto che forse può evitarvi di fare figuracce in futuro qualora incontraste mamme con gemelli: se sono maschio e femmina NON possono essere stati nella stessa sacca! I gemelli nello stesso sacco amniotico sono omozigoti, significa che condividono lo stesso patrimonio genetico, quindi sono IDENTICI, e quindi anche dello stesso sesso! Può venirivi il dubbio se i due fratellini sono entrambi maschi o entrambe femmine, allora in quel caso la domanda è lecita. Ma se sono maschio e femmina NO, non chiedetelo, perchè è ovvio che non siano identici!)

Ma, per concludere, una menzione d’onore va a te, rauca signora dai capelli molto molto rossi che ci hai fermato l’altro giorno nel parco, che ci hai chiesto di farti vedere i bimbi e poi te ne uscita con la domanda più spiazzante che ci abbiano mai fatto:

“Sono due?”

Ecco, lì mi hai messo in difficoltà. Che non ho mica saputo subito cosa risponderti, perchè se avessi detto “Sono due gemelli?” allora sì sarebbe stato semplice, ma così, fermandoti alla mera numericità della questione, sono andata un attimino in crisi. Oddio signora, direi di sì, l’ultima volta che li ho contati erano due, ma adesso mi sta facendo venire dei dubbi, spè che ricontrollo.
Sicuramente la the best of laggente.

*Ah Ah Ah. Iniziare qualcosa e finirlo anche, ancora credo alle favole. Questo post è stato finito di scrivere 3 giorni dopo averlo iniziato. Giusto per la cronaca.

Le ricette di nonna Rosanna – Lo spezzatino

Presente le nonne, quegli esseri mitologici che in casa sanno fare qualsiasi cosa, dallo smontare tende e veneziane a smacchiare qualsiasi tipo di sporco da qualsiasi tipo di tessuto? Quelle che riescono a cucire/rammendare/allargare/stringere qualsiasi tipo di capo di vestiario venga loro sottoposto?
Ma soprattutto… Quelle che sanno cucinare tutti, ma proprio tutti i vostri piatti preferiti, fanno la pasta in casa e la domenica vi fanno ingrassare di 8 chili a portata?
Ecco, quelle. Loro.
Ne ho una, io, di quelle. Che però vive le cose un po’ a modo suo, a partire proprio dalla cucina. Provate a chiedere una ricetta a mia nonna. Provateci.
Non riuscirete MAI a estorcere una dose, un peso, una quantità. Un po’ perché non le piace condividere i suoi… segreti, ma anche perché lei non ha ricette.
Per esempio, la mia amica Marcella ha assaggiato il suo spezzatino ed era curiosa di sapere come prepararlo anche lei.
Così ho chiesto per lei la ricetta, ed ecco qui la “ricetta” dello spezzatino di mia nonna Rosanna:

-Nonna allora, cosa dico a Marcella?
– Beh é facilissimo, mette l’olio, fa cuocere un pó il costato e poi ci mette i piselli!
– Mmh, e poi?
– E poi niente, mette un po’ di salsiccia, un po’ di prosciutto e due cipolle intere. Basta, già finito!
– Si ma scusa, niente acqua, pomodoro…?
– Mossí, un po’ di acqua, e un po’ di pomodoro, poi cuoci e basta, già fatto.
– Si ok, ma quanto tempo deve cuocere?
– Finché non é cotto!

Eccovi la ricetta originale spiegata passo passo da mia nonna giusto ieri sera.
Correte a provarla, mi raccomando!!

Esperimento Libraio: i risultati

Mi sembra giusto chiudere il cerchio dell’esperimento che avevo iniziato quando ero a casa malata su quale libro vi ispirava di più dei 3 proposti.
Intanto, un dato certo: non ci avete beccato manco di striscio. Avete molto volato di fantasia ma l’unico che un pochino si è avvicinato è stato il mio compagno di banco Mauragio con le sue ipotesi sul terzo libro.
Allora, adesso vi svelo i titoli dei 3 libri.
Il primo, quello che avevate pensato essere una storia d’amore adolescenziale, si chiama “Il profumo del tè e dell’amore”. Un po’ l’amore c’entra, ma in realtà è la storia di tre coppie di amici quasi quarantenni che si conoscono dall’università e ora si trovano invecchiati, con figli, eccetera, e un po’ alla volta vengono fuori gli altarini del passato….
Una storia abbastanza ironica e velatamente comica.
Il secondo, quello della suora, è “Il libro segreto di Dante”, un thriller storico dove alcuni scritti sembrano indicare che il sommo poeta sia stato in realtà assassinato, e dove proprio la figlia di Dante, insieme ad alcuni personaggi, inizia un viaggio per scoprire il messaggio che lo scrittore pare aver lasciato nella Divina Commedia a proposito di qualcuno che volesse fermamente la sua morte. Adoro Dante, non potevo non avere questo libro.
Il terzo libro, quello dei fumatori di pipa e oppio, non è altro che “Il giro del mondo in 80 giorni”. Ho ricordato poco tempo fa di averlo e mi è venuta voglia di leggerlo. Alla fine è un classico, come si fa a non averlo letto?

E ora, vi chiederete… cosa cavolo hai scelto alla fine?

Quando ho scritto il post ero all’80% decisa su Dante. Poi invece ha prevalso la voglia di qualcosa di leggero e frivolo, quindi mi sono immersa nel mondo delle coppie quarantenni con problemi esistenziali.
Non mi spingerei a definirlo il libro più bello che abbia mai letto, ma è piacevole, si legge bene soprattutto la sera prima della nanna, è solo un po’ scomodo da tenere a letto perchè è un librone pesantissimo (nel senso di chili).
Adesso però la coda dei “to do” (o meglio, “to read”) si allunga perchè ieri al Buk (il festival della piccola e media editoria) ho fatto altri 4 acquisti, magari se avrò dubbi riutlizzerò il metodo della frasettina a caso e faccio scegliere a voi!

di Miseria Cantare Inviato su Fun, Libri

Esperimento libraio

Sono a casa con l’influenza, e sapete che c’è? Mi rompo.
Quindi ho pensato di iniziare un libro nuovo, solo che mi sono accorta che ne ho tanti in coda, e adesso non so quale scegliere.
Quindi (di nuovo) mi é venuta un’idea: ne ho selezionati tre, di cui non vi dirò i titoli. Adesso li aprirò a caso e vi scrivo la prima frase che mi capita sotto agli occhi, e poi voi mi dite quale vi ispira di più. Dai, cominciamo!

Libro 1: Il termostato delle adolescenti doveva essere sempre tenuto al minimo, pensò Sam, perché erano avvolte in così tanti strati.

Libro 2: Fortunatamente il poema ritrovato aveva scaldato i cuori di tutti, dopo la sera in cui suor Beatrice aveva convocato i suoi.

Libro 3: Inoltre, la maggior parte fumavano lunghe pipe di terra rossa, caricate di palline d’oppio mescolate con essenza di rose.

Ecco qui.
Io ora sono ancora più indecisa. Il televoto é ufficialmente aperto!

di Miseria Cantare Inviato su Fun, Libri

CCUU (ovvero: il mio antispam non funziona molto bene)

Sul come le cose capitino stranamente una dopo l’altra per una sconosciuta ma (credo) precisa ragione…
Ieri parlavo con l’Uomo di come sia stata turbata da una vicenda capitata a un’amica, che mi ha fatto pensare come possa bastare un attimo per mettere in discussione una storia, un matrimonio, un rapporto… Che magari è già in crisi di suo ma magari anche no, insomma, un sacco di pensieri brutti e cattivi che lo so che non dovrei fare, ma come ho detto a lui, quando hai qualcosa di veramente importante da perdere, è normale che la paura di perderla sia direttamente proporzionale.
Esaurito comunque questo discorso, mi sono messa più o meno tranquilla, nel senso che io sono tranquilla di LUI, poi oh, se gli cade un meteorite in testa e impazzisce questo nessuno lo può prevedere, ma mica si può vivere con l’ansia che succedano disgrazie, quindi io sono a posto e ciao.
Fine premessa (ah sì, dimenticavo, questa era la premessa).
Stamattina mi arriva una bella mail di spam dal nuovoincredibilemeravigliosochenonmipossoperdere sito "comeconquistareunuomo. com" (CCUU).
La coincidenza è troppo ironica, vado a vedere il sito. A parte che è fatto malissimo, ma vabbè.
Gli autori del sopracitato sito consigliano caldamente di iscriversi alla loro newsletter gratuita per avere periodiche news (news?) per cambiare la propria vita sentimentale e con la promessa di ottenere (cito testualmente): "Come ottenere un uomo in dieci giorni o meno e farlo impazzire per voi. Il modo in cui un uomo pensa e come influenzarlo … Come sedurre un uomo che si desidera e tenerlo attratto! … E molto altro ancora!"
Parliamone.
Sul fatto di come pensa un uomo e come influenzarlo, a parte la tristezza di questa frase, io non penso che ci voglia esattamente una laurea (mi perdoneranno i maschietti in ascolto, ma suvvia, non nascondiamoci dietro a un dito: lo sappiamo più o meno tutte cosa pensate e come si fa a "influenzarvi").
Per quanto riguarda il come "ottenere" un uomo in dieci giorni (o anche meno!): mi sa tanto di 7 chili in 7 giorni. E poi…. ottenere? Cos’è, un prestito? Un finanziamento? E soprattutto: ma siamo veramente così disperate?? Poi in realtà mi sono accorta che l’italiano lascia decisamente a desiderare sulle pagine di questo *meraviglioso* sito, e un po’ alla volta mi sono convinta che si tratti di una bella traduzione automatica messa a posto un po’ alla carlona, probabilmente presa da un sito russo o polacco, o qualcosa di simile.
Mi sono soffermata un attimo sul capitolo "Cosa vogliono gli uomini", eterno dilemma dell’umana natura (sè, certo, come no).
In poche parole, il sito sostiene che gli uomini sono affascinati non tanto da quello che… tutti pensano (ma anche sì, secondo me), ma molto di più sono attratti dalla donna indipendente, emancipata, che ha fiducia nel suo uomo e che ha una vita sua senza appiccicarsi al compagno come una cozza.
Che mi sta anche bene, come teoria.
Ma ho fatto un po’ fatica ad afferrare il concetto, così espresso:

"Quando sei coinvolta a livello emotivo con un ragazzo, è molto facile affezionarsi molto rapidamente – e sacrificare la tua indipendenza. Cosa vogliono davvero gli uomini è una donna con la propria vita. Non lo ripeteremo mai abbastanza, nella sua mente un ragazzo è molto interessante che se tu sei differente da tutte le altre donne che le quali lui è stato (che dopo un periodo di tempo relativamente breve hanno rinunciato alla loro vita (amici, famiglia, hobby) e l’hanno sostituita con lui)."
Sito veramente imperdibile, ve lo consiglio.
Se avete il coraggio di leggere anche le altre sezioni vi ammiro, io non l’ ho avuto. E in ogni caso, a me non serve, io ho sposato la teoria di mia nonna, la cosiddetta "Nonna’s Theory": per tenersi un uomo, ci vuole "quella cosa là", e fargli bene da mangiare.
Io faccio degli ottimi sughi.
E anche i dolci mi vengono bene.

di Miseria Cantare Inviato su Fun