Stupido settembre

Sono di nuovo sparita, è stata un’estate decisamente piena e non sempre nel senso migliore del termine, ma ora finalmente torno a fare un po’ il punto.

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Il #ModenaPark: non quello di Vasco, quello di Modena

Ne hanno già parlato tutti, è stato detto tutto e il contrario di tutto, ci sono già stati i complimenti, le critiche, tutto quello che si può immaginare e anche di più.
Però io da modenese che abita a 4 km dal parco Ferrari non posso non dedicare un post a un evento che, piaccia o non piaccia, è entrato nella storia. Per cui ora, piaccia o non piaccia, vi puppate il mio post su #ModenaPark.

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Supercosi

Ieri i ragazzi hanno voluto a tutti i costi che mi mettessi con loro sul divano a guardare un cartone che ultimamente a quanto pare gli piace molto. E’ uno di quei cartoni che vanno adesso, dove ci sono macchine, camion o altri mezzi di trasporto che prendono vita e fanno cose a loro detta molto eroiche.

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The Running Lumaca keeps pushing

Domenica, ultimo giorno utile per gli allenamenti in vista della Corrida di martedì.
Stamattina quindi ultimo giro su strada per capire un po’ la situazione, e dopo ciò usando tutta l’obiettività che mi è possibile, ho deciso che no, non farò la Corrida martedì.

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Tapiro

Questa storia inizia nel lontano 2013, in tempi in cui io e l’ingegnere eravamo ancora una (più o meno) giovane coppia non convivente, e ci siamo accorti di essere grassi. Il dietologo vecchio e bacucco di cui sono stata paziente per un po’ era stato chiaro, ok la dieta ma la cosa fondamentale era camminare, muoversi. Camminavo spesso in effetti, la sera, la mattina, poi abbiamo deciso con l’arrivo del freddo di provare ad iscriverci in palestra, nonostante l’odio profondo che tutti e due avevamo per quel posto ma ehi dai, magari insieme va meglio. Non è stato così, nonostante fosse la palestra più informale e tranquilla del mondo, sta cosa di andare in un luogo pubblico in mezzo a gente sudata (e farci pure la doccia insieme) solo per una mezz’ora di tapis roulant non ha (ovviamente) funzionato per più di due mesi. Così abbiamo deciso di investire in un tapis roulant semi semi professionale da avere in casa, da qui in avanti chiamato in amicizia tapiro. E quello ha funzionato, eccome. Io ho iniziato a camminare regolarmente e un bel giorno ho deciso di provare anche a correre, cosa che non facevo circa dal 1998.

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La felicità di Elton John 

Voglio molto bene a Elton John. Nel senso che gli sono proprio affezionata, lo ascolto da quando ho memoria, le prime parole inglesi che ho imparato sono i testi delle sue canzoni, la sua voce è qualcosa che mi rassicura, che mi fa sentire a casa, a mio agio, qualcosa che è una parte di me, tipo parte della famiglia. 

Sapere che Elton John è felice rende molto felice anche me. Cioè sapere che lui e il suo compagno vivono felici con i loro bambini, che era il sogno della sua vita, a me fa stare bene. Mi mette davvero serenità. E ho realizzato che la felicità di Elton John dovrebbe essere la felicità di tutti, chissenefrega del modo in cui la si raggiunge o con chi, è bellissimo che le persone a cui vogliamo bene siano felici. Per i miei figli spero la stessa cosa, che siano felici, e li appoggerò in qualunque cosa (basta che sia legale) e in qualunque momento per vederli raggiungere la felicità, un po’ come è stato per Elton John.

C.M.V. (CheMmminchiaVolete)

Voi uomini siete proprio creature strane. Stasera mentre saluto la dolce metà per venire a svenire a letto sottolineando che domattina mi dovrò alzare un po’ prima per farmi la piastra mi sento dire: “Dovresti perdere meno tempo a fare la piastra, o le unghie tipo stasera… Stai bene anche così”.

Cioè cosacosaCOSA?? Allora, capiamoci bene, esattamente cosa cavolo volete da noi? Perdiamo tempo a fare piastra, phon e piega o quel cazzo che é e non vi va bene, però se ci vedete in ufficio con i capelli lavati un giorno prima o non perfettamente acconciati è subito “oh ma quella se li può anche lavare i capelli ogni tanto” oppure “oh le è scoppiato il phon?”

Se perdiamo preziosissimo tempo a truccarci “eh ma che palle, sempre davanti a sto specchio”, ma se usciamo senza trucco siamo sciatte e trasandate.

Se perdiamo ore della nostra vita in palestra siamo delle fissate, però se non abbiamo il culo sodo e la pancia piatta siamo balene schifose.

E allora si può sapere che diavolo di una minchia volete? Anzi no, sapete che c’è, ve lo dico io che c’è: iniziate a pensare alle vostre barbe sfatte, o ai buchi nei calzini o alla vostra panza da birra, che ai nostri capelli, alle nostre facce e ai nostri culoni ci pensiamo noi.