A weekend in London

Ah come vorrei essere una di quelle blogger bravine e puntuali che ogni settimana in giorni (più o meno) fissi si mettono a scrivere e pubblicare i loro post in modo metodico e in modo che i poveri disgraziati che (più o meno) le seguono possano essere coinvolti in tempo (più o meno) reale in ciò che raccontano…

Ma NO, io non sono nemmeno-più-o-meno quel tipo di blogger, cioè no, non sono proprio una blogger e punto, per cui nonostante il pensiero mi rimbalzi in testa più e più volte al giorno non riesco a essere costante con gli aggiornamenti e con i post che mi frullano in testa (perché giuro, in testa me ne frullano un sacco, e da quando ho imparato a usare le bozze adesso butto giù appunti e quindi ho decine di bozze che stanno lì a prendere polvere MA sto divagando porca miseria).
Tutto questo per dire che se fossi quel tipo di blogger che non sono e blablabla adesso voi sapreste già com’è stato il mio recente weekend a Londra e invece non lo sapete perché sono passate tre settimane e non ne ho ancora parlato. Male malissimo.

Finito il consueto eco di “Sticazziii-azziiiiii-azziiiiiii…” io passerei anche a parlare un po’ per l’appunto del mio fantomatico weekend a Londra.
Lo dico ogni volta, scrivere di Londra non è mai facile. Stavolta invece dovrebbe esserlo, perché questo mini viaggio è stato un po’ diverso dal solito. Dato il pochissimo tempo non c’era in programma niente di nuovo da vedere, solo viverla come una normale persona che il sabato pomeriggio si va a fare un giro in centro (dove con “giro in centro” intendiamo la solita passeggiata Piccadilly, Leicester Square, Covent Garden, Trafalgar Square, Enbankment, Big Ben & London Eye, Westminster, Buckingham Palace, St. James Park e di nuovo svenire dalla stanchezza sui gradini di Trafalgar Square guardando Pikachu alti un metro e ottanta e LORO:)

Ci sono comunque delle cose nuove che ho visto, e non poche, tutto sommato, per due giorni di permanenza.

Heathrow. Oh, era l’unico che mi mancava. E grazie a lui ho avuto la possibilità di percorrere tutta la Piccadilly Line (salvo le ultime due fermate perché il nostro hotel era a Southgate, la terzultima fermata, ma la tentazione di procedere e per una volta arrivare fino a sta benedetta Cockfosters ci ha sfiorato spesso). Che il motto del viaggio è stato “Yeah comodissimo l’hotel e il luogo del concerto tutto sulla stessa linea, non dobbiamo neanche cambiare treno!”. Sì tutto vero ma Southgate è un’ora e venti di metro da Heathrow. UN’ORA E VENTI. Paradossalmente il viaggio costa pochissimo, in confronto a quanto spendi per muoverti nel centro di Londra. Quando ho visto questo è stato tipo miraggio nel deserto:

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Alexandra Palace. Da sempre sento dire a quelli che vanno in montagna “Sì, una fatica immane, ma poi quando arrivi su il panorama ti ripaga di tutto!”. Mai capitato in vita mia. Odio la montagna e odio fare fatica, per cui non c’è niente che possa ripagarmi abbastanza. Tranne un panorama di Londra perfettamente limpido visto da Alexandra Palace. Che non sta in montagna ma su una luuuunga e ripida collina, fatta a piedi (perché l’autobus fa un po’ troppo borghese evidentemente) con il sole che picchia sulla testa e il vento (tanto tantissimo fortissimo) contro. Ma la vista da lassù devo dire che mi ha ripagato davvero. Però per scendere, alle 10 di sera, abbiamo preso l’autobus. Che va bene fare gli alternativi dei miei coglioni (cit.) ma la stanchezza è stanchezza. Punto.

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Sono abbastanza sicura che questa foto sia storta.

L’ Albert Memorial nei Kensington Gardens.
Mi sono dovuta soffermare parecchio a osservare questa (immensa) opera di rara pacchianità, e più la guardavo più non riuscivo a capacitarmi di quanto fosse pacchiana.
Non si sa bene da dove iniziare, la statua del buon Albert interamente ricoperta di oro, gli elefanti, i cammelli, tutto sto tetto gotico (anzi, neogotico per la precisione)…
Ho passato il tempo a chiedermi “Ommioddio quanto devi essere egocentrico per farti fare una statua d’oro incastonata in un tempio d’oro anche lui che si staglia nel cielo e per fotografarlo tutto devi andare dall’altra parte del Tamigi?”
Ecco, bastava attaccare i neuroni un attimo per rendersi conto che “memorial” era un indizio abbastanza inequivocabile del fatto che questo monumento non fosse stato commissionato da se stesso medesimo ma da qualcuno che lo volesse ricordare. In questo caso la sua innamoratissima moglie la regina Vittoria (grazie Wikipedia per avermi illuminato). E quindi questo ci fa capire che ognuno elabora il lutto a modo suo, c’è chi gira con la foto del caro estinto nel portafogli e chi fa costruire monumenti in sua memoria (sì perché non è l’unico, come si può leggere nella pagina di Wikipedia, ce ne sono ben due, nel caso non si fosse capito bene quanto la regina lo amasse e stesse soffrendo la sua perdita).

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Sicuramente ci sono immagini migliori sul web, ma questa l’ho fatta io quindi è meglio. Ecco.

Altre cose nuove che ho visto in ordine sparso: il binario 9¾ a King’s Cross, il Lego Store a Leicester Square, l’assurdo M&Ms Store sempre lì, il cimitero di Southgate e.. basta.

Come dicevo, questo giro è stato abbastanza tranquillo, senza troppi scossoni o novità…
Insomma ho già raccontato tutto, no?

Mmm no, forse NO…….

 

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5 commenti su “A weekend in London

  1. Ah ecco, stavo per chiedere che fine avesse fatto il binario 9 e 3/4 🙂 hai fatto pure la foto? Non azzardarti a dirmi di no!!
    Il mio ultimo viaggio a Londra, nel 2013, praticamente me lo organizzasti tu, ricordi? E che figata scoprire che pernottavo vicino a King’s Cross 🙂 🙂 Praticamente vedevo il binario 9 e 3/4 ogni mattina, e per un fan del maghetto come me è come per te incontrare gli AFI ogni mattina 😉
    Mi innamorai di Leicester Square, che non conoscevo…e ovviamente passai non so quanto tempo dentro il negozio delle m&ms 🙂
    Toglimi una curiosità: Leicester Square è sempre così o le giostre e la ruota panoramica ho avuto la fortuna di vederle solo io perchè andai poco prima di Natale?
    Comunque io ammiro veramente le persone che scrivono dei loro viaggi in tempo reale. Passi che io ora il blog nemmeno ce l’ho più, ma anche se lo avessi ancora non riuscirei a scrivere nemmeno a distanza di giorni, per non parlare del fatto che più passano i giorni e più si perde la capacità di esprimere le sensazioni vissute su una pagina.

    • Nuu ma hai cancellato tutto il blog! Che peccato…. 😦 Questi tempi che cambiano…
      Ricordo benissimo il tuo viaggio a Londra e la mail chilometrica con le dritte, che soddisfazione!! 😀 Leicester Square l’ho trovata molto cambiata, molto triste in effetti, piena di cantieri. Rimane sempre un posto magico ma questa volta devo dire che l’ho trovata un po’ spenta.
      La foto al binario l’ho fatta ma solo da fuori le transenne, mi sembrava un po’ blasfemo da parte mia mettermi la sciarpina rossa e gialla e andare a spingere il carrello… Oltre al fatto che c’era una fila assurda e la foto poi costava 8 sterline!! 😉 Però ti ho pensato molto!

  2. Emmisembrava che il London post fosse un pochino in ritardo (ahahahah, scherzo, lo sai) 😉 Fortunatamente ho la possibilità di viverli live i tuoi viaggi, ebbene sì, io la chiamo fortuna. Vuoi mettere la possibilità di commentare a caldo e rompere le scatole pure l’attimo dopo di quella figata di autografo degli AFI? Ahahahah I post poi sono un di più 🙂

    • Non spoilerare il prossimo post!!!! 😀 😀
      Scherzi a parte, anche per me è bellissimo poter condividere “in diretta” le emozioni, in questo caso di un viaggio, e di un viaggio anche piuttosto speciale insomma! 😉 Il blog mi serve poi per riordinare i pensieri e i ricordi, adoro andare a rileggere le cose passate, per cui io a differenza di quel pigrone del commento qui sopra non smetterò di scrivere qui! 😉

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