The #RunningLumacaProject: a new chapter

Ci sono delle novità abbastanza importanti per quanto riguarda il #RunningLumacaProject, è da un po’ che volevo parlarne e vediamo se ora riesco a fare un po’ il punto della situa (eco in lontananza: ‘ma anche sticazziii-azziii-azziii…’)

Allora, per quanto pur sempre animaletto bavosetto, strisciante e indicibilmente lento, anche la Running Lumaca ha bisogno dell’equipaggiamento adeguato, perché far schifo sì ma sempre con stile. Per cui dopo essermi dotata di abbigliamento adeguato alla stagione mite (che tipo due giorni dopo l’acquisto è finita, quindi torniamo pure a usare la roba termica e ciao), si è reso necessario l’acquisto fondamentale che da tanto rimandavo: le scarpe da running.

Essendo le mie PRIME scarpe da running ho preso coraggio e sono entrata in questo mondo attraverso il negozio specializzato che guarda un po’ ha aperto da pochissimo a 100 mt da casa mia. Il destino a volte eh. Per farla breve lì ho conosciuto i ragazzi che lo gestiscono e che tra le altre cose organizzano uscite ogni settimana per nordic walkers (anche no grazie) e runners di tutte le tipologie, così, per trovarsi e correre in compagnia.
Ci sono andata, giovedì scorso. Ah, premetto che già da un po’ ho abbandonato il tapiro a favore della corsa outdoor (salvo tempo infame ovviamente), e neanche sto a dirvelo, i risultati sono vergognosi. Ma, così come negli allenamenti per la Corrida a gennaio, continua a non fregarmene una beata cippa. Io continuo a correre a un ritmo ridicolo che però mi regala molte soddisfazioni, tipo i miei primi 3,6 km in 26 minuti, e vedi che adesso la Corrida la potrei fare??
Insomma tornando a noi, giovedì scorso mi sono aggregata al gruppo, sono ovviamente stata messa nel gruppo dei “lenti” (i “veloci” si fanno un riscaldamentino di 6/8 km, non mi pare proprio il caso) e con loro abbiamo fatto praticamente lo stesso percorso che io faccio quando vado da sola. Con l’unica differenza che…. no, nessuna differenza, dopo 5 minuti di corsa ero già da sola esattamente come quando vado… sì, da sola, appunto.
In 5 minuti mi hanno dato TUTTI almeno 100 metri, con me c’è stato il ragazzo del negozio a incitarmi e chiacchierare.

E questo è il grosso NO della serata. Nonostante l’umiliazione di essere sul serio una lumaca, nonostante essere stata L’UNICA che non ha fatto gli allunghi al parco dopo il giro lungo, nonostante mi sia sentita grassa e depressa per il 90% del tempo, tutto questo lo posso anche mettere da parte e andare avanti perché rimane il fatto che correre mi piace da matti e non sarà il rimanere indietro rispetto agli altri a fermarmi.
Quello che non accetto (e che, di fatto, mi ferma) è chiacchierare mentre corro. In questo momento della mia vita non ho a disposizione abbastanza fiato per fare entrambe le cose: o corro, o parlo. Sorry. E in più, sempre in questo momento della mia vita, correre è un’attività che trovo piuttosto catartica. Mi ascolto, sto con me, imparo i segnali del mio corpo. Ho anche smesso di ascoltare musica per essere più in contatto con me e quello che mi sta intorno, ascolto il mio rantolo respiro, sento i piedi come appoggiano per terra, sento l’aria sulla faccia, la puzza di cacca di gatto che fanno i ginko biloba in fiore… Se vogliamo fare due chiacchiere ce ne andiamo al bar, OK?

Tutta questa esperienza dunque è stata utilissima per capire un altro paio di cose di me: 1) sono una runner solitaria, almeno per il momento. Forse quando il fisico sarà rodato e mi permetterà di gestire il fiato anche per parlare, chissà. Ma per adesso mi piace stare con me e basta, e non con me e basta solo perché tutti gli altri sono già mezzo chilometro avanti.
2) Sono una runner crepuscolare. Ho provato ad uscire al mattino prestissimo, in tarda mattinata, al pomeriggio presto, al pomeriggio tardi, e infine ho trovato nella sera il MIO momento migliore. Il clima è migliore, il cielo è migliore, il profumo dell’aria è migliore, il dopo-corsa è migliore. Bellissimo.

Ed eccolo qui, il problema. Il bellissimo. Se non fosse così ormai ci avrei dato a mucchio già a gennaio quando al Run With Us correvo ovviamente sempre ultima con -2 gradi e i ghiaccioli nel naso. Tuttora mentre sono fuori con le gambe doloranti (sta stamaledetta sciatica!!) e il fiato cortissimo mi scappa spesso il famoso #machicazzomelofafare, ma poi già mentre sono sotto la doccia penso a quando uscire di nuovo, penso a come fare per aumentare un po’ il ritmo e se il giro mi piace di più farlo in senso orario o antiorario. Boh, non ho ancora deciso.
Quando guardo quelli “veloci” (che per me = “resto del mondo”) non penso “non sarò mai come loro”, ma “che invidia, lo voglio fare anch’io”, e questo credetemi non è molto da me, per questo penso sia molto molto positivo, e che questa sarà la spinta che mi farà continuare ancora. Oltre alle mie bellissime scarpe da running nuove, ovviamente.

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6 commenti su “The #RunningLumacaProject: a new chapter

  1. Le scarpe le ho viste, e sono bellissime 😉
    Per quanto riguarda la spinta per continuare, permettimi di lasciarti una citazione (capirai leggendo di chi, senza bisogno che io lo scriva): «Non sono un atleta particolarmente forte e neppure un astronauta fuori dal comune. Sono una persona normalissima, che si impegna duramente per migliorarsi. Proprio due giorni fa mentre correvo e avevo voglia di mollare mi sono dato forza pensando che avevo due antagonisti: il Luca del giorno prima, che dovevo superare. E il Luca del giorno dopo, a cui dovevo rendere la vita più difficile possibile. Questo vale nello sport, e anche nella vita»
    Grande, Baby!

    • E’ bellissimo (e chiarissima la fonte).
      Segue l’onda di questa frase che ho trovato e che mi è di grande ispirazione:
      “Non competere con nessuno, non devi dimostrare niente a nessuno. Non devi arrivare dove sono arrivati gli altri, devi solo superare i tuoi limiti. Sii la migliore versione di te stesso.”
      Grazie di cuore Angy!!! ❤

  2. La gente che parla mentre corre……. Secondo me non è umana!!
    Per quanto possa essere allenata una persona credo che oltretutto non facci proprio proprio bene fare le due attività insieme.
    A me dava fastidio anche durante il cammino di Santiago, e lì si camminava e basta, figurati…

    PS: ho comprato delle scarpe da running pure io proprio ieri 🙂 Anche se non vado a correre

  3. ti consiglio di tener duro e soprattutto di essere costante…quando ho cominciato a correre avevo 15-16kg in più e correvo a 8 minuti al km. Oggi, a distanza di due anni mi alleno per 10k e mezze maratone. So che non è semplice avendolo sperimentato su di me, ma non mollare, i benefici nel lungo periodo ti ripagheranno degli sforzi

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